La musica dei popoli

      La Musica Dei Popoli - Riserva Moac
      Il Mio Delirio - Riserva Moac
      Ecce Moac - Riserva Moac
      Mi Lamento - Riserva Moac
      Andare Camminare Lavorare - Riserva Moac
      Riassunto - Riserva Moac
      Il Riservista - Riserva Moac
      Te Voje Fa Girà - Riserva Moac
      Canzone Della Buona Compagnia - Riserva Moac
      Barumbà - Riserva Moac
      Romantica - Riserva Moac
      L'Indifferente - Riserva Moac
      La Giudecca - Riserva Moac

copertinalamusicadeipopoli

01 La Musica Dei Popoli
02 Il Mio Delirio
03 Ecce Moac
04 Mi Lamento
05 Andare Camminare Lavorare
06 Riassunto
07 Il Riservista
08 Te Voje Fa Girà
09 Canzone Della Buona Compagnia
10 Barumbà
11 Romantica
12 L’Indifferente
13 La Giudecca


LA MUSICA DEI POPOLI (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Ogni uomo è un atomo che scalpita nel suono, siamo pezzi unici d’autore.
Ogni uomo è un corpo che si rotola nel mondo, siamo marinai dell’esistenza.
Cellule danzanti tra la terra e questo cielo,
Siamo schegge nel tempo, tempo mitico e magia.

Freddo, quanto freddo, sulla torre di babele, ma forse c’è qualcosa che ci unisce.
Millenni di persone si raccontano a memoria in canti che trapassano i confini.
Suona questa vita, suona musica e parole.
Suona schiuma di mare dove nasce il viaggio insieme a te!

OGGI SONO UN’ONDA, DAL MARE NASCERO’
ROTOLO SUL MONDO, LIMITI NON HO
SALTO SULLA CIMA DOVE SENTIRO’
LA MUSICA DEI POPOLI
OGGI SONO UN’ONDA DAL MARE SPINGERO’
COLLEZIONO SABBIA, LIMITI NON HO
SALTO SULLA RIVA DOVE CANTERO’
LA MUSICA DEI POPOLI

Uomini che ballano col sangue fra le mani, rosso sulla pelle di un tamburo.
Monaci più in alto dei satelliti di dio suonano campane tibetane.
Donne tropicali, sono voce nel deserto,
Nella culla del tempo, tempo mitico e magia.

Uomini che fumano sui tetti della Mama cantano alla luna una preghiera.
Pellerossa splendidi dipinti per la caccia sono il battito dell’universo.
Donne senza fiato alla corte del sultano
Hanno un ventre di rosa dove nasce il viaggio insieme a te!

Parlami, parlami, parlami senza parole! Prendimi, prendimi, prendimi senza pudore


IL MIO DELIRIO (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Vivo diviso tra inferno e paradiso
Tra sogno e derisione, tra rabbia e frustrazione
Corro deciso tra demoni e serpenti
Tra scimmie malviventi dagli occhi irriverenti

IL MIO DELIRIO SEI TU, CHE RUBI L’ANIMA A ME
IL MIO DELIRIO SEI TU,COL DITO DENTRO ME
NELLA MIA CREPA, NELLA MIA SFERA
NELLA MIA PIAGA DOLCE MIA SERA

Vivo diviso tra un ghigno ed un sorriso
Tracanno le emozioni Nei bar delle stazioni
Cerco stordito Ai bordi delle strade
Nell’odio che mi invade Tra mille streghe e fate


ECCE MOAC (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

M è la mia mano, O sull’oceano, A l’assoluto, C centro di gravità
M è la mia mente, O l’orizzonte, A-nestetizzata, C contaminata

Il nome che mi porto dice tutto di me. Dice ciò che faccio, dove vado e perché?

MOLISAFRICANA ORIENTALCUBANA
BUTTA DENTRO CIO’ CHE VUOI, SPAZIO E TEMPO SIAMO NOI
MESSICOLANDESE AUSTROCONGOLESE
BUTTA DENTRO CIO’ CHE VUOI, SPAZIO E TEMPO SIAMO NOI

M è la mia musa, O l’originalità, A come anarchia, C cosmopolitica
Manifestazione Oltre le frontiere, Antialienazione Contro le barriere

Il nome che mi porto dice tutto di me. Dice ciò che faccio, dove vado e perché?


MI LAMENTO (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

L’orologio trama contro di me, da due ore mi fissa indisponente.
I minuti tagliano l’aria del bar fastidiosi come un’allergia.
E mi lamento di questa città stretta come una maglia che non mi va.
Su questa piazza s’invecchia così un altro goccio e volerò in Perù!

E MI LAMENTO! CHIUSO IN QUESTA FOGLIA DI THE’
A FUOCO LENTO! MI PREPARO IL TERZO CAFFE’
CAMMINO SPENTO! NELLA NOTTE DI CASA MIA
E NON TI SENTO! GRIDA SOLO LA MIA PAZZIA
E MI LAMENTO! CHIUSO IN QUESTA CAMERA A GAS
A FUOCO LENTO! DATEMI UNA GOCCIA DI STRESS
CAMMINO SPENTO! NELLA NOTTE DI CASA MIA
E NON TI SENTO! GRIDA SOLO LA MIA PAZZIA

Io studiavo i pirati e la geografia per scappare lontano con la mente.
L’ora d’aria non vuole soffiare per me, non c’è vento, è uno stagno la città.
Vivo l’attesa di periferia lunga come cent’anni di malinconia,
E litigando col tempo che va ingoio il rospo ma non mi va giù!

Sotto un cielo dipinto e niente di più, che da sempre mi fissa indisponente,
Oggi voglio cambiare il ruolo che ho, una doccia e mi riprenderò.
Sto progettando, col mio amico Clint, una fuga dal gabbio stanotte alle tre.
Prendi il tuo fegato e vieni con me: sputando bile non resisto più!


ANDARE CAMMINARE LAVORARE (Music: R.Napoletano – Lyrics: P. Ciampi)

Andare, camminare, lavorare!
Andare a spada tratta banda di timidi, di incoscienti, di indebitati, di disperati.
Niente scoramenti, andiamo, andiamo a lavorare.
Andare, camminare, lavorare!
Il vino, il vino contro il petrolio:
grande vittoria, grande vittoria, grandissima vittoria!
Andare, camminare, lavorare!
Il meridione rugge, il nord non ha salite;
niente paura di qua c’è la discesa…
Andare, camminare, lavorare!
Rapide fughe, rapide fughe, rapide fughe!

ANDARE, CAMMINARE, LAVORARE
I PREPOTENTI TUTTI CHIUSI A CHIAVE
I CANI CON I CANI NEI CANILI
LE ROSE SUI BALCONI, I GATTI NEI CORTILI
ANDARE, CAMMINARE,LAVORARE
IL PASSATO NEL CASSETTO CHIUSO A CHIAVE
IL FUTURO AL TOTOCALCIO PER SPERARE
IL PRESENTE PER AMARE NON E’ IL CASO DI SCAPPARE
ANDARE, CAMMINARE, LAVORARE…ANDARE, CAMMINARE, LAVORARE…DAI!

E cos’è questo fuoco?
Pompieri, pompieri! Voi che siete seri, puntuali, spegnete questi incendi nei conventi, nelle anime, nelle banche.
Andare, camminare, lavorare! Queste casseforti che infernale invenzione; viva la ricchezza mobile.
Andare, camminare, lavorare! Andare, camminare, lavorare! Andare, camminare, lavorare!

Nutriamo il lavoro, alè!
Gli agnelli a pascolare con le capre fra i nitriti dei cavalli, questi rumorosi…vigilati da truppe di pastori.
Andare, camminare, lavorare! Niente paura, azzurri! Azzurri attaccare, attaccare. Attaccatevi a calci nel sedere.
La domenica tutti sul Pordoi a pedalare.
Lavorare, pedalare, lavorare con i cantanti nell’osteria, con i contanti, con tanti, tanti, tanti, tanti, tanti, tanti, tanti, tanti auguri agli sposi!
Andare, camminare, lavorare! La penisola in automobile, tutti in automobile, tutti in automobile al matrimonio, alè!
La penisola al volante, questa bella penisola è diventata un volante! Andare, camminare, lavorare…


IL RISERVISTA (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Perso nella notte fredda di rugiada.
Perso come l’ombra fra la luna e la trincea.
Dove affonda il greto termina la strada,
Dove canta la risacca sale la marea.
C’è una casa oltre la frontiera,
Dove hanno ammainato la bandiera,
Dove c’è una donna che mi aspetta all’alba che verrà!

SOFFIERA’ UNA RAFFICA DI VENTO E VOLUTTA’
LALAOOOO, MANI IN ALTO!
SCIOGLIERA’ LA DIVISA, FRA LE LABBRA AFFONDERA’
LALAOOOO, RISERVISTA!
SUONERA’ QUESTA SVEGLIA, PIU’ NESSUNO DORMIRA’
LALAOOOO, MANI IN ALTO!
GRIDERA’ QUESTA PIOGGIA CHE L’ESTATE BAGNERA’
LALAOOOO, RISERVISTA!

Scaldano le ossa litri di liquore,
Scaldano le mani che mi parlano di te.
Abiti che bruciano gocce di sudore;
Chiudo gli occhi e tutto gira intorno e dentro me.
E il mare di metallo è un passaporto,
Fra i topi e gli assassini mi conforto.
Là fuori c’è una donna che m’aspetta all’alba che verrà!

Capitano non c’è più nessuno, sono tutti usciti per sentire musica.
Capitano non muore nessuno, tutti disertori per venire qui da me.

Lascio l’uniforme, sotterro il mio fucile:
Fuggo come l’ombra nella notte di trincea.
Corro per i campi che spigano in aprile,
Dove gronda sangue fra la rosa e l’azalea.
C’è una casa oltre la frontiera,
Dove hanno ammainato la bandiera,
Dove c’è una donna che mi aspetta all’alba che verrà!

Capitano resta pure solo, tutti disertori per venire qui da me.
Capitano fra le mie lenzuola, getta la pistola che c’è posto anche per te!


TE VOJE FA GIRA (Music: R.Napoletano – Lyrics: traditional)

Nu belle uaglione va pe l’acqua a na fundanella, nu belle uaglione va pe l’acqua a na fundanella.
Truvava tre giovane belle…Truvava tre giovane belle che lavavan panne.

Je me la voje spusa, la cchiù bella de tutte, je me la voje spusa, la cchiù bella de tutte.
La piglie e me la porte…La piglie e me la porte sul mio cavallo.

TE VOJE FA GIRA’ COME GIRA RU SOLE! ADDO’ TE TROVE TROVE, ADDO’ TE TROVE!
TE SBATTE ‘NTERRA E TE SCIPPERU CORE! ADDO’ TE TROVE TROVE, ADDO’ TE TROVE!
TE VOJE FA GIRA’ COME GIRA LA LUNA! ADDO’ TE TROVE TROVE, ADDO’ TE TROVE!
TE SBATTE ‘NTERRA E TE SCIPPERU CORE! ADDO’ TE TROVE TROVE, ADDO’ TE TROVE!

Quanne seme arrevate ‘mmieze a la chianura, quanne seme arrevate ‘mmieze a la chianura,
E bella damme nu vasce…Bella damme nu vasce sennò me more!

Je tenghe quatte frate, che so’ come a leon’ je tenghe quatte frate, che so’ come a leon’
Viene addemane matina…Viene addemane matina piglia ru tiempe!

Me si tenute annanze, e nen si fatte niente! Me si tenute annanze, e nen si fatte niente!
E penzace n’atra vota…E penzace n’atra vota, mittecce ru sense!

Je nen te voje rapi’, mo guardate ‘ssi mure! Je nen te voje rapi’, mo guardate ‘ssi mure!
Me si tenute annanze…Me si tenute annanze sul tuo cavallo!


CANZONE DELLA BUONA COMPAGNIA (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Si dondolava nella quotidianità.
Era deluso dalla sua incapacità.
Lo vedevo appeso in bilico su un filo sottile: più giù, nel baratro, l’aspettavo io.

Scrive la penna solo di fragilità.
Io non brillavo certo per abilità
Vivevamo alla giornata soli nella nostalgia, persi nel vuoto per tenerci compagnia.

Malasorte…

Cambierà questa idea di noi disarmati,
senza dio, senza via, persi e sfiduciati.
Per questa sorte noi che cosa inventeremo:
Il vodoo di un indù, devoti a Babalù!

In questi giorni a immaginar come sarà
Questa esistenza senza la precarietà.
Ci sembrava di poter pensare più liberamente verso un futuro fatto a suon di musica.

Mentre si discuteva senza sazietà,
Vide riflessa in me la stessa sua viltà.
Come quel equilibrista che non guarda mai di sotto, sempre diviso tra paura e agilità.

Prese il volo…

Resto qua perché tu possa respirare
L’energia, la mia idea per non affondare.
La mia catena di sonorità tenaci
E’ la tua libertà da questa vanità.

Ora lo vedo qualche volta qui in città
Sempre sicuro con la mia complicità.
Vagabondo in una vita nuova, calda ed infinita, sorride limpida la sua serenità.

Sempre in volo…

Ci sarà, io lo so, tempo per osare.
Ti darò occhi in più per poter volare.
La vicinanza di un amico è terapia:
Sono la canzone della buona compagnia.


BARUMBA’ (Music: R.Napoletano – Lyrics: G.Nardacchione)

E’ dentro un vicolo che siamo chiusi noi
Ci son due porte sai Sempre di fronte ormai
Quando è mattino l’odore del caffè
Ricorda e libera i pensieri miei

Il tempo se ne va non guarda la sua età
La mia canzone sta a tre passi dal mio bar
Quando cammino respiro l’aria che
E’ sempre limpida ma piove su di me

Nevica anche se inverno più non è
La pioggia gioca con il cielo la musica con me
All’orizzonte c’è l’arcobaleno che
Nasce e si addormenta su di te

Tutte eleganti son le donne di città
Amano il trucco e poi le gonne da Playboy
Le sento ridere, passare accanto a me
Mi volto per guardar, barcollo un po’


L’INDIFFERENTE (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Giorno dopo giorno nel quartiere degli umani
cose, case e chiese sono mostri tutti uguali:
Giganti frettolosi che mi assediano la tana
Spingendomi nel vortice di questa società.
Mattino senza oro per me triste repellente
stanco per paura sono l’uomo indifferente.
Cammino con lo sguardo seppellito nelle spalle
Misantropo convinto penso solo alla mia pelle!
Questo nella vita il mio unico pensiero
Nessuna posizione, non mi schiero resto fiero
Cammino indifferente, tra spalle della gente
Mi toccano, mi spingono ma io rimango assente
Faccio finta…finta di niente!

SONO COME UN COCCODRILLO AL SOLE
CONTRO TUTTI SCATENO LE PAROLE
RESTO SOLO A FAR FINTA DI NIENTE
FIELE, STANCO E PIGRO SONO L’UOMO INDIFFERENTE

Giorno dopo giorno non mi chiedo dove sono
Sbadiglio nell’abbaglio del bagliore del sole
Sono la carcassa voi lo stormo di avvoltoi
Non mi curo di voi altri penso solo ai fatti miei.
Chiusa nell’armadio l’ingombrante mia sostanza
di essere sociale tra milioni di persone
vedo frotte di girini governati tutti a caso:
io sono la rana nel mio spazio limitato!
Sempre nauseato dal diverso che c’assale
Cuore mio non sente metto tappi nella mente
Cammino indifferente, tra spalle della gente
Mi toccano, mi spingono ma io rimango assente
Faccio finta…finta di niente!

Giorno dopo giorno la mia taglia di coerenza
Non decido nulla da quand’ero nella culla
Mi lascio portare, non mi oppongo alla corrente,
pigro per paura sono l’uomo indifferente.
Vivo ad occhi chiusi saccente neutralista
Ritorno a casa presto incomincia la festa
Cammino indifferente, tra spalle della gente
Mi toccano, mi spingono ma io rimango assente
Faccio finta…finta di niente!ù


LA GIUDECCA (Music: R.Napoletano – Lyrics: F. Russo)

Ho poco fiato in gola, mi serve per gridare.
La sabbia nei polmoni sa di terra e libertà.
La zattera s’è rotta, comincia la sciagura.
Galera e calci in culo son le prime novità.

Tortura la Giudecca le folle di migranti,
turisti improvvisati solo per necessità.
Tortura chi non cede lasciando il proprio sole
per la democrazia o per la falsa civiltà

E adesso cosa fare scampato dal destino,
la pelle mi etichetta nella mia diversità.
Io proverò a scappare e fare il clandestino,
lavarmi questa puzza di miseria e povertà

LALALALA LALALALALALALA!
LALALALA TIRAMI FUORI DI QUA!

L’abbaglio della strada delude l’esistenza.
Mi copre di pelliccia per due soldi e un po’ di tè
che scaldi la giornata, riposi la coscienza,
se dopo quest’amplesso di piacere non ce n’è.

L’Italia, la Giudecca, la fossa del migrante
recluso nel colore di una pelle che non va.
E il principe padano coltiva la paura,
migranti siamo stati ma lui forse non lo sa

No Comments

Post a reply

Copyright © Riserva Moac 2015 - Visual designer: Paolo Sapio
Please wait...

Hey!!! Keep updated with Riserva Moac newsletter!

Want to be notified about Riserva Moac? Enter your email address and name below to be the first to know.